Il diritto di precedenza per i lavoratori a termine

La legge prevede un’articolata disciplina del diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato a favore dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato (art. 5, co. 4-quater e 4-quinquies, D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, introdotti dall’art. 1, co. 40, L. 24 dicembre 2007, n. 247) [1], non applicabile al lavoro pubblico, se non per la residuale ipotesi di personale assunto con richiesta ai Centri per l’impiego per profili professionali riferibili al possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo (art. 36, co. 5-bis, D.Lgs. n. 165/2001, introdotto dall’art. 17, co. 26, lett. d), L. n. 102/2009). A) Lavoratori a termine con almeno 6 mesi di servizio. “Il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda [2], abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi [3]  ha diritto di precedenza (…) nelle assunzioni a

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Medico competente

Il datore di lavoro, nella sua qualità  di titolare principale della posizione di garanzia, “è tenuto a vigilare sul modo con cui gli altri soggetti, (con)titolari della posizione di garanzia e, in particolare, il medico competente, assolvono il proprio ruolo”. Infatti il datore di lavoro, insieme al dirigente, oltre ad adempiere ai propri dettagliati obblighi (artt. 2087 cod. civ. e 18, co. 3 bis, D.Lgs. 9 aprile 2008, n, 81, c.d. T.U. sulla sicurezza) è tenuto a vigilare sull’adempimento di quelli propri dei preposti (art. 19, D.Lgs. n. 81/2008, cit.), dei lavoratori (art. 20); dei progettisti (art. 22), dei fabbricanti e dei fornitori (art. 23), degli installatori (art. 24) e del medico competente (art. 25). L’inosservanza sia degli obblighi specifici che della più generale regola cautelare di cui all’art. 2087 cod. civ. conduce alla responsabilità di cui all’art. 40 cod. pen., co.2, in quanto: “non impedire l’evento che si

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