Contratto di inserimento: il progetto individuale di inserimento

L’assunzione con contratto di inserimento è subordinata alla definizione, con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento finalizzato a “garantire l’adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al contesto lavorativo” (art. 55, co. 1, D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276), valorizzandone le professionalità già acquisite. Il progetto individuale di inserimento deve essere specificatamente indicato nel contratto di lavoro al quale è strettamente collegato, integrandone il contenuto inderogabile (Min. Lav., Circ. 21 luglio 2004, n. 31, punto 6).
Le modalità di definizione dei piani di inserimento e di sperimentazione di orientamenti, linee-guida e codici di comportamento, tali da garantire l’effettivo adeguamento delle capacità professionali del lavoratore, sono determinate dai contratti collettivi nazionali o territoriali “… stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” e dai contratti collettivi aziendali “stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie …” (art. 55, co. 2, D. Lgs. n. 276/2003) [1].
Le linee guida per la contrattazione collettiva di riferimento [2] sono state definite nell’Accordo Interconfederale 11 febbraio 2004, che ha stabilito il contenuto minimo della formazione [3] e gli elementi essenziali del contenuto del progetto di inserimento che il datore di lavoro deve predisporre, quale parte integrante del contratto di assunzione:
- la qualificazione da conseguire con il piano di inserimento/reinserimento, tenendo conto    che l’assunzione può avvenire in una categoria di inquadramento non inferiore di due livelli rispetto alla qualificazione di arrivo;
- le modalità della formazione;
- la durata del periodo formativo.
La formazione effettuata durante lo svolgimento del rapporto di lavoro deve essere registrata, dal datore di lavoro o da un suo delegato, nel libretto formativo (art. 55, co. 4, D.Lgs. n. 276/2003; Min. Lav., Circ. n. 31/2004, punto 1), finalizzato alla registrazione delle competenze acquisite dai lavoratori durante l’arco della vita lavorativa (art. 2, co. 1, lett. i), D.Lgs. n. 276/2003) [4].
Sanzioni. In caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto individuale di inserimento, di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che siano tali da impedire la realizzazione della finalità del contratto di inserimento stesso, sono previste maggiorazioni della contribuzione previdenziale a titolo di sanzione pecuniaria.[5]

Giuseppe Rossini

 



[1] L’uso della preposizione “da” legittima il raggiungimento di accordi separati, ossia di intese sottoscritte a livello nazionale o territoriale anche soltanto da alcune delle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

[2] Tra i vari c.c.n.l. che disciplinano questa tipologia contrattuale, v.: 19 gennaio 2012, per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali (dalla 1^ alla 3^) dipendenti dalle aziende di credito, finanziarie e strumentali (CREDITO): Parte generale, Cap. IV, Politiche attuative per l’occupazione, Art. 30 (Contratto di inserimento); 29 novembre 2011, per i dipendenti da studi professionali, Tit. XIV, Contratto di inserimento, Parte I, Sistemi di relazioni sindacali, Art. 70 (Definizione e modalità di impiego del contratto di inserimento); 27 giugno 2011, per gli addetti all’industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche, dei settori ceramica e abrasivi, cere e lumini, detergenza, dielettrici, dattilografici, elettrodi di carbone, dei lubrificanti e del GPL (CHIMICAAziende industriali): Cap. II, Costituzione del rapporto lavorativo, Art. 3 (tipologie di rapporti di lavoro) lettera B) Contratto di inserimento; 30 maggio 2011, per i dipendenti delle aziende grafiche e delle aziende editoriali anche multimediali (GRAFICA ED EDITORIAAziende industriali): Parte I, Norme generali, Art. 24 (Contratto di inserimento); 26 febbraio 2011, per i dipendenti da aziende del terziario di mercato: distribuzione e servizi (TERZIARIOConfcommercio): Sez. IV, Disciplina del rapporto di lavoro, Titolo I, mercato del lavoro, art. 41 (Contratto di inserimento);
17 giugno 2010, per i dipendenti delle industrie tessili (TESSILI-Aziende industriali), Sez. II, Costituzione, svolgimento e risoluzione del rapporto di lavoro, Cap. I, Disposizioni generali, Art. 30 (Contratto di inserimento); 14 giugno 2010, per i lavoratori addetti all’industria delle calzature (CALZATUREAziende Industriali): Cap. V, Svolgimento del rapporto di lavoro, art. 38 bis (Contratto di inserimento); 12 maggio 2010, per i dipendenti dalle industrie del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento e dalle industrie boschive e forestali (LEGNO E ARREDAMENTOAziende Industriali): Parte II, Regolamentazione comune per operai, intermedi, impiegati, Art. 31 (Contratto di inserimento); 19 aprile 2010, per i dipendenti da imprese edili ed affini (EDILIZIAAziende Industriali), Art. 94 (Disciplina del rapporto – regolamentazione per gli operai)23 marzo 2010, per gli addetti all’industria di ricerca, di estrazione, di raffinazione, di cogenerazione, di lavorazione o alla distribuzione di prodotti petroliferi (esclusa la ricerca, l’estrazione, ecc. delle rocce asfaltiche e bitumose) e per gli addetti del settore energia ENI (ENERGIA e PETROLIO), Parte II, Costituzione del rapporto di lavoro, Art. 8 (Contratto di inserimento); 18 marzo 2010, per i dipendenti dalle industrie della gomma, cavi elettrici ed affini e delle materie plastiche (GOMMA E PLASTICA-Aziende industriali): Tit. VI, Insindacabilità delle disposizioni contrattuali, Parte II, Art. 2 (disciplina dell’apprendistato, del contratto di inserimento e dei contratti di cui ai DD.Lgs. 6 settembre , n. 368 e 10 settembre 203, n. 276), Paragrafo B) Contratto di inserimento;
5 marzo 2010, per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore elettrico (ELETTRICITA’), Art. 14 (Contratto di inserimento).

[3] In base all’Accordo Interconfederale 11 febbraio 2004 (punto 6), il contenuto minimo della formazione deve essere non inferiore a 16 ore annue,ripartite fra: – prevenzione antinfortunistica (che dovrà essere effettuata necessariamente nella fase iniziale del rapporto); – disciplina del rapporto di lavoro ed organizzazione aziendale; – congrue fasi di addestramento specifico.

[4] Per “libretto formativo del cittadino” si intende il “libretto personale del lavoratore definito, ai sensi dell’accordo Stato-Regioni 18 febbraio 2000, (…), in cui vengono registrate le competenze acquisite durante la formazione in apprendistato, la formazione in contratto di inserimento, la formazione specialistica e la formazione continua svolta durante l’arco della vita lavorativa ed effettuata da soggetti accreditati dalle Regioni, nonché le competenze acquisite in modo non formale e informale secondo gli indirizzi della Unione europea in materia di apprendimento permanente, purché riconosciute e certificate”.

[5] V. art. 55, co. 5, D.Lgs. n. 276/2003, così come modificato dall’art. 12, D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251, secondo cui “il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di inserimento, maggiorata del 100 per cento. La maggiorazione così stabilita esclude l’applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione”.

 

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