Controllo delle assenze per malattia nel pubblico impiego e regime di reperibilità

Questione: Controllo della malattia e fasce orarie di reperibilità

Disciplina. Il dipendente pubblico in malattia deve sottostare alle visite domiciliari di controllo e alla reperibilità durante le fasce orarie stabilite.
Il legislatore, infatti, pur nel necessario rispetto del diritto alla salute, costituzionalmente garantito (art. 32 Cost.), ha inteso tutelare l’interesse, tanto del datore di lavoro quanto dell’Istituto previdenziale (tenuto all’erogazione dell’indennità di malattia), ad accertare l’effettivo stato morboso del dipendente, prevedendo che il controllo avvenga attraverso un accertamento medico effettuato, su richiesta del datore di lavoro, da organismi pubblici.
La materia è disciplinata dal co. 5 – bis dell’art. 55 – septies del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 [1], introdotto dal D.L. 6 luglio 2011, n. 98 (art. 16, co. 9), convertito, con modificaz.,  in L. 15 luglio 2011, n. 111.
Assenza al controllo
. In una  prospettiva  di contrasto al fenomeno dell’assenteismo, la nuova formulazione dell’art. 55 septies, co. 5 -bis, colma una carenza presente nella prima versione della norma, stabilendo che “qualora il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione”.
Assenza a ridosso di giorno non lavorativo. Sempre nell’ottica  di contrastare e prevenire l’assenteismo, il controllo sulle assenze per malattia “è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative” (co.  5 – bis dell’art. 55 – septies).
Caratteristiche del controllo. La nuova disciplina legislativa non rende obbligatoria la visita fiscale fin dal primo giorno di assenza, ma introduce elementi di flessibilità nella determinazione dell’amministrazione. La scelta sulla necessità del controllo sulle assenze per malattia del dipendente è, infatti, rimessa alla discrezionalità del dirigente al quale spetta il compito di valutare elementi sia di carattere soggettivo, “la condotta complessiva del dipendente”, sia elementi di carattere oggettivo “gli oneri connessi all’effettuazione della visita” (co.  5 – bis dell’art. 55 – septies).
L’attenzione agli oneri evidenzia la necessità che l’amministrazione ponderi gli interessi in gioco, tenendo presente anche il costo per l’effettuazione della visita di controllo (v. Dip. Funz. Pubbl., Circ. 1 agosto 2011, n. 10).
Fasce orarie di reperibilità. L’individuazione delle “fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilità” è rimessa, dall’art. 55-septies, co. 5 -bis, ad un decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione. Tale individuazione, per il passato, è stata effettuata con DPCM 18 dicembre 2009, n. 206, che le ha fissate a 7 ore (la mattina, dalle ore 9 alle ore 13, ed il pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 18).
Campo di applicazione. Le attuali  “disposizioni dei commi 5, 5-bis e 5 –ter dell’art. 55 – septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applicano anche ai dipendenti di cui all’articolo 3 del medesimo decreto” (art. 16, co. 10, D.L. n. 98/2011, conv. in L. n. 111/2011). Sul punto, v. anche Dip. Funz. Pubbl., Circ. n. 10/2011.
La nuova formula legislativa estende, dunque, le previsioni sul regime di reperibilità (come quelle sulla richiesta di visita fiscale e sulle modalità di giustificazione dell’assenza in caso di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici – ex commi 5, 5-bis e 5 –ter dell’art. 55 – septies D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 -) al “personale in regime pubblico” (finora escluso dall’ambito di applicazione del D.Lgs. n. 165/2001) e cioè  a: magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori di Stato, personale militare e Forze di polizia di Stato, personale delle carriere diplomatica e prefettizia, Corpo nazionale dei vigili del Fuoco, personale della carriera dirigenziale penitenziaria, professori e ricercatori universitari, nonché dipendenti degli enti che svolgono le loro attività nelle materie di cui all’art. 1 del D.Lgs.C.p.S, n. 691 del 1947, alla L. n. 281 del 1985 e alla L. n. 287 del 1990. Ciò “pur tenendo conto delle garanzie di autonomia del plesso magistratuale di cui sono titolari i singoli organi di autogoverno delle magistrature” ( Dip. Funz. Pubbl., Circ. n. 10/2011, punto 4.)

Maria Novella Bettini*
*Professore Ordinario di Diritto del lavoro – Università del Molise


[1] In base a tale disposizione, così come modificata dalla L. n. 111/2011: “1. Nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. 2. In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all’Istituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dall’articolo 50, comma 5-bis, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, introdotto dall’articolo 1, comma 810, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dal predetto Istituto è immediatamente inoltrata, con le medesime modalità, all’amministrazione interessata. 3.….omissis… 4.. L’inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia di cui al comma 2 costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta l’applicazione della sanzione del licenziamento ovvero, per i medici in rapporto convenzionale con le aziende sanitarie locali, della decadenza dalla convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi. 5. (comma sostituito dalla L. n. 111/2011) Le pubbliche amministrazioni dispongono per il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. 5- bis (comma aggiunto dalla L. n. 111/2011) Le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilità sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Qualora il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione. 5–ter (comma aggiunto dalla L. n. 111/2011). Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione” (secondo il co.10 del D.L. n. 98/2011: “Le disposizioni dei commi 5, 5-bis e 5 –ter dell’art. 55 – septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applicano anche ai dipendenti di cui all’articolo 3 del medesimo decreto). 6. Il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora nonché il dirigente eventualmente preposto all’amministrazione generale del personale, secondo le rispettive competenze, curano l’osservanza delle disposizioni del presente articolo, in particolare al fine di prevenire o contrastare, nell’interesse della funzionalità dell’ufficio, le condotte assenteistiche. Si applicano, al riguardo, le disposizioni degli articoli 21 e 55-sexies, comma 3”. V. anche, in questo sito, parere “Mancato esercizio o decadenza dell’azione disciplinare” .

Be Sociable, Share!

Comments are closed.

 

Argomenti del sito