Turnazione dei dirigenti medici.

Questione: si chiede se un medico possa essere chiamato a svolgere un numero di turni di guardia o di reperibilità superiore rispetto agli altri colleghi di reparto.

La disciplina contrattuale che regola, in generale, l’orario di lavoro dei dirigenti medici ed, in particolare, i servizi di guardia e di pronta disponibilità, è improntata al principio dell’equa distribuzione dei turni di servizio fra dirigenti medici di ex I livello afferenti alla stessa struttura ospedaliera.

Nello specifico, l’art. 14, co. 10, del c.c.n.l. 3 novembre 2005 – area dirigenza medica e veterinaria – stabilisce che “tutti i dirigenti medici (non responsabili di struttura complessa), indipendentemente dall’esclusività del rapporto sono tenuti ad assicurare i servizi di guardia e di pronta disponibilità”. Inoltre, l’art. 16, co. 3, del c.c.n.l. 3 novembre 2005 stabilisce che il servizio di guardia nei periodi notturni e festivi “è assicurato da tutti i dirigenti esclusi quelli di struttura complessa”.

Anche con riferimento all’istituto della pronta disponibilità, l’art. 17 del c.c.n.l.  3 novembre 2005 nello stabilire che “sono tenuti al servizio di pronta disponibilità tutti i dirigenti – esclusi quelli di struttura complessa – in servizio presso unità operative con attività continua nel numero strettamente necessario a soddisfare le esigenze funzionali”, dispone altresì che il servizio di reperibilità sostitutivo della guardia “coinvolge a turno individuale”, tutti i dirigenti non responsabili di struttura complessa.

Le suddette disposizioni contrattuali esprimono un generale principio di parità di trattamento che l’azienda deve rispettare in caso di assegnazione dei medici a turni di guardia o di pronta disponibilità.

Il principio in questione, ammette delle eccezioni solo in casi tassativamente previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva, quali, ad esempio, l’esonero dal lavoro notturno per la lavoratrice madre ovvero per il dipendente che versa in particolari condizioni psico-fisiche accertate con giudizio del medico competente, ovvero  per colui che gode dei benefici della L. n. 104/1992 in materia di assistenza a persone disabili.

Ne deriva che al di fuori di tali ipotesi, non essendo ammesse ulteriori eccezioni, deve ritenersi illegittima una articolazione dei turni di guardia e di pronta disponibilità che determini una disparitaria  attribuzione degli stessi a danno di una parte del personale medico operante nella medesima struttura. Ciò può verificarsi, laddove venga stabilita un’articolazione oraria che preveda arbitrariamente, per una parte del personale medico, l’espletamento di un numero di guardie o di servizi di pronta disponibilità superiore a quello previsto per altri dirigenti afferenti alla stessa struttura.

03/02/2011

Avv. Vincenzo Bottino*

*Cultore della materia -  CReF

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